Lago di Bolsena

Bolsena

Il Lago di Bolsena è il più grande tra i laghi vulcanici d’Europa e il quinto per dimensioni in Italia. Sorge ad un altitudine di 305 metri s.l.m., si estende per 114 kmq ed ha una profondità massima di 146 metri. Trae le proprie origini centinaia di migliaia di anni fa quando, nel territorio di recente formazione, si crearono delle fratture che causarono esplosioni con grandi colate di lava e lo svuotamento del sottosuolo con il conseguente sprofondamento della crosta terrestre e la formazione della cosiddetta caldera che diventerà il bacino imbrifero delle acque del lago. I suoi fondali costituiscono l’habitat ideale per numerosissime specie ittiche tra cui il persico reale, il luccio, il lattarino, l’anguilla, il coregone, il cefalo la tinca e la carpa. Sulle acque del lago si affacciano numerosi tratti di spiaggia sabbiosa. Le colline circostanti sono ricoperte da una rigogliosa vegetazione e con le due isole che vi sorgono fanno della zona uno dei paesaggi più interessanti della Tuscia.
L’isola Bisentina (attualmente non visitabile), la più grande delle due, si può raggiungere e circumnavigare con un servizio di motoscafi in partenza da Bolsena e Capodimonte. All’interno, tra fitte macchi di lecci, sorgono numerosi monumenti: diverse necropoli etrusche, un convento quattrocentesco, la Rocca, costruzione ottagonale opera di Antonio da Sangallo il Giovane ma notevole soprattutto la chiesa rinascimentale dei santi Giacomo e Cristoforo, il cui progetto fu affidato dal cardinale Alessandro Farnese al Vignola e all’interno della quale è sepolto Ranuccio III Farnese. Disseminate lungo l’isola vi sono infine ben sette piccole cappelle affrescate da seguaci di Benozzo Bozzoli. Di particolare suggestione un orrendo carcere scavato nel tufo alla base di un pozzo verticale, riservato agli ecclesiastici colpevoli di eresia.
L’isola Martana è più piccola ma ugualmente ricca di storia e monumenti. Sull’isola venne tenuta prigioniera e poi assassinata nel 535 d. C. la regina dei Goti, Amalasunta, figlia di Teodorico. Da segnalare i ruderi dell’antica chiesa di Santo Stefano e di un antico castello.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...