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Viterbo e la Via Francigena

Lo sviluppo del comune di Viterbo alla fine dell’XI secolo, con la costruzione della cinta muraria e l’aggregazione di borghi diversi, si deve soprattutto alla sua collocazione strategica lungo la via Francigena, in un contesto viario di grande importanza. Per tutto il Medioevo la strada e il viaggio sono grandi protagonisti. Dopo il Mille si muovono intensamente uomini e merci, si ripristinano antichi tracciati, si aprono nuovi collegamenti, itinerari di mercanti e soprattutto di pellegrini. Via Francigena è la denominazione che si attribuisce al percorso dei pellegrini che dal nord Europa, attraverso i valichi alpini, si recavano a Roma. La strada nacque dall’esigenza dei Longobardi di collegare Pavia, capitale del loro regno, con i ducati meridionali di Benevento e Cassino, attraverso un corridoio interno che fosse protetto da eventuali attacchi bizantini; in seguito, quando alla dominazione longobarda si sostituì quella dei Franchi, la strada divenne la principale arteria usata come asse di collegamento con Roma e assunse la denominazione di Francigena. Nel 990 l’arcivescovo Sigeric partì da Canterbury alla volta di Roma per ricevere dal papa il pallium (semplice veste di lana ornata con la croce che simboleggiava una sorta di vera e propria investitura). Nel suo viaggio di ritorno Sigeric scrisse un diario di viaggio che oggi, insieme ad una attenta lettura dei segni presenti sul territorio, ci permette di ricostruire in modo abbastanza preciso e dettagliato il tracciato della strada nel X secolo, la quale da Pavia raggiungeva Lucca per poi toccare Acquapendente, Bolsena ed immettersi sull’antico tracciato della via Cassia per giungere a Roma. Per il pellegrino, simbolo del viaggio del tempo, evento di lunga durata, la strada era la vita e pertanto la Francigena diventa vitale per l’Europa; lungo la via nascono chiese, mercati tradizioni, insediamenti. Nei numerosi ospizi ed ospedali sorti lungo il cammino per permettere ai pellegrini di sostare, transitavano anche coloro che si dirigevano verso la Terrasanta e Santiago de Compostela. Il viaggio era complesso e difficile , non privo di pericoli e incognite, ma non era necessario arrivare rapidamente alla meta, così il pellegrino procedeva e sostava secondo i propri ritmi e bisogni. La strada, in considerazione dell’obiettivo da raggiungere, venne anche definita Romea.Viterbo è una delle tappe fondamentali lungo la via Francigena e come tale vi furono costruiti una serie di ospizi ed ospedali per l’alloggio. E’ il 13 dicembre del 1080 quando il prete Viterbo e la sua famiglia, con un gesto di carità fraterna, offrono la chiesa di Santa Maria Nuova per erigervi un ospizio destinato a raccogliere i pellegrini e un asilo per i poveri. E’ il primo ricovero viterbese destinato a tali scopi. A breve distanza di tempo un’altra donazione, Guido e la moglie Diletta fanno dono di una loro casa da adibire in ospizio per i pellegrini. L’atto di donazione, come anche il precedente, viene presto trasferito su marmo, quasi a sottolineare il valore e la coscienza di quella scelta. La lapide con l’iscrizione in latino è ancora oggi visibile in via dei Pellegrini, poco prima del ponte che conduce al Palazzo dei Papi. Il grande fervore religioso è connesso ovviamente anche ad aspetti economici e sociali e l’espansione della città è favorita anche dalla ricchezza dei prodotti che le terre intorno producevano: pane, vino, cereali, frutta. Nei decenni successivi al Mille Viterbo si moltiplicano le iniziative a vantaggio dei pellegrini, forse come in nessun altra realtà italiana. Dopo la visita diAcquapendente (Santo Sepolcro), Bolsena (Santa Cristina) e Montefiascone (San Flaviano) lungo la consolare cassia ripresa dalla via Francigena, a Viterbo il pellegrino giungeva per visitare il Duomo e venerare le reliquie di alcuni Santi, tra cui la mandibola di San Giovani Battista. Dopo una sosta nei numerosi ospizi proseguiva per Vetralla, dove tappa obbligatoria era quella presso l’antica chiesa di 7, un tempo posseduta anche dai cavalieri dei Templari. Si trattava di una delle ultime stazioni di sosta prima di arrivare alla Città Santa.

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